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Edilizia scolastica tra PNRR, sicurezza, riqualificazione ed efficienza

Il XXVI Rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente fotografa lo stato degli edifici scolastici italiani nel 2025: il PNRR ha accelerato gli investimenti, ma restano importanti divari territoriali e un patrimonio ancora bisognoso di interventi strutturali.

La scuola è molto più di un edificio. È uno spazio nel quale si costruiscono relazioni, si sviluppano opportunità educative e si forma il futuro delle comunità. Per questo la qualità del patrimonio scolastico rappresenta un indicatore significativo della capacità di un Paese di investire nel proprio futuro.

Il XXVI Rapporto Ecosistema Scuola 2026, realizzato da Legambiente e basato sui dati raccolti nel 2025, restituisce una fotografia articolata dell’edilizia scolastica italiana, analizzando sicurezza, manutenzione, qualità degli edifici, efficienza energetica, sostenibilità ambientale e servizi scolastici. L’indagine ha coinvolto 96 amministrazioni comunali, per un totale di 7.188 edifici scolastici frequentati da oltre 1,27 milioni di studenti.


Il PNRR ha aperto una stagione straordinaria di investimenti

Il rapporto arriva nella fase finale dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha rappresentato una delle più importanti occasioni di investimento pubblico sull’edilizia scolastica italiana.

Secondo Legambiente, il PNRR ha mobilitato circa 14 miliardi di euro per quasi 10.000 interventi complessivi, con l’obiettivo di intervenire contemporaneamente sulla qualità degli edifici e sull’offerta educativa.

L’analisi degli interventi finanziati evidenzia una particolare attenzione alla riqualificazione del patrimonio esistente: oltre due terzi dei progetti riguardano infatti diverse forme di manutenzione straordinaria, con un peso significativo degli interventi di adeguamento e miglioramento sismico.

Nel dettaglio, l’analisi del rapporto considera 3.078 progetti, per un finanziamento complessivo di oltre 6,27 miliardi di euro. Tra questi figurano 918 interventi di manutenzione straordinaria, 638 interventi di adeguamento sismico, 448 nuove realizzazioni, 236 interventi di manutenzione straordinaria con efficientamento energetico e 130 ristrutturazioni con efficientamento energetico.

Il dato evidenzia una direzione precisa: la rigenerazione del patrimonio esistente e la sua trasformazione in edifici più sicuri, efficienti e adeguati alle esigenze contemporanee rappresentano una delle principali sfide dell’edilizia scolastica.


Sicurezza: una priorità ancora aperta

Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, il tema della sicurezza continua a rappresentare una delle principali criticità.

A livello nazionale, soltanto il 53,5% degli edifici monitorati dispone di un certificato di agibilità, il 56% del certificato di prevenzione incendi e il 47,7% del collaudo statico. L’accessibilità presenta invece un dato più positivo: l’84% degli edifici dispone di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche.

Particolarmente rilevante è il tema della sicurezza sismica. Dei 7.188 edifici analizzati, 2.497 si trovano in Comuni classificati nelle zone sismiche 1 e 2, pari al 35% del patrimonio monitorato.

Il 68,5% delle amministrazioni dichiara di aver realizzato interventi di adeguamento o miglioramento sismico negli ultimi cinque anni, ma gli interventi hanno interessato complessivamente appena il 4% degli edifici. Ancora più significativo è il dato relativo alle verifiche di vulnerabilità: il 57,2% degli edifici non è stato ancora sottoposto a verifica, percentuale che sale al 76,8% nelle Isole.

La sicurezza degli edifici scolastici richiede quindi un approccio strutturale e programmato, nel quale diagnosi, progettazione, adeguamento e manutenzione siano parte di un unico processo di riqualificazione.


Manutenzione: il divario territoriale rimane significativo

La manutenzione rappresenta un altro elemento centrale del rapporto.

Negli ultimi cinque anni il 51,7% degli edifici ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria. Allo stesso tempo, quasi un edificio scolastico su tre, il 31,7%, necessita ancora di interventi urgenti.

Il dato cambia sensibilmente nelle diverse aree del Paese: si passa dal 24,7% degli edifici che necessitano di interventi urgenti nel Nord al 26,1% nel Centro, al 45,2% nel Sud e al 54,2% nelle Isole.

Ancora più evidente è la differenza nelle risorse destinate alla manutenzione straordinaria. La spesa media per edificio raggiunge 54.709 euro nel Nord e 41.024 euro nel Centro, mentre scende a 4.527 euro nel Sud e 9.322 euro nelle Isole.

Questi numeri mostrano quanto sia importante superare una logica basata esclusivamente sull’emergenza e costruire una programmazione pluriennale della manutenzione, capace di prevenire il degrado e accompagnare nel tempo la trasformazione degli edifici.

Tabella spesa per manutenzione scolastica

Efficienza energetica: la sfida della scuola del futuro

Tra i temi più rilevanti del rapporto c’è quello dell’efficientamento energetico.

L’85,4% delle amministrazioni dichiara di aver realizzato interventi di efficientamento energetico negli ultimi cinque anni. Tuttavia, questi interventi hanno riguardato soltanto il 19,4% degli edifici scolastici. In altre parole, oltre quattro edifici su cinque non hanno ancora beneficiato di interventi significativi di riqualificazione energetica.

Il patrimonio scolastico resta inoltre fortemente energivoro: considerando gli edifici dotati di certificazione energetica, il 36,6% si trova in classe G, il 13,8% in classe F e il 17,1% in classe E.

Complessivamente, gli edifici nelle classi E, F e G rappresentano il 67,5% del patrimonio certificato.

L’efficientamento energetico non riguarda però soltanto la riduzione dei consumi. Come sottolinea il rapporto, l’aumento delle temperature e la maggiore frequenza delle ondate di calore stanno modificando il concetto stesso di edificio scolastico sostenibile: una scuola efficiente deve garantire anche comfort termico, qualità dell’aria e condizioni adeguate per studiare e lavorare durante tutto l’anno.


Dall’efficienza alla produzione di energia

La transizione energetica delle scuole passa anche dalla diffusione delle fonti rinnovabili.

Attualmente solo il 18,7% degli edifici scolastici utilizza fonti di energia rinnovabile. Il fotovoltaico rappresenta tuttavia una tecnologia già ampiamente presente tra gli impianti rinnovabili censiti, mentre il 93,6% delle amministrazioni dichiara interesse verso lo sviluppo di Comunità Energetiche nelle scuole.

Il rapporto individua proprio nelle scuole un possibile nuovo ruolo: non più soltanto edifici che consumano energia, ma infrastrutture capaci di produrla, condividerla e contribuire alla transizione energetica dei territori.

In questa prospettiva, fotovoltaico, riqualificazione dell’involucro, efficientamento degli impianti, sistemi di gestione dell’energia e comunità energetiche possono diventare elementi di una strategia integrata di rigenerazione.


Nuove scuole e bioedilizia: un processo ancora lento

Un altro dato significativo riguarda il rinnovamento del patrimonio edilizio.

A pochi mesi dalla conclusione del PNRR, quasi sei progetti su dieci risultano ancora in fase di realizzazione, rendendo necessario un attento monitoraggio della loro effettiva conclusione e messa in esercizio.

Le scuole realizzate negli ultimi cinque anni rappresentano appena l’1,3% del totale degli edifici monitorati, mentre quelle costruite secondo criteri di bioedilizia si fermano all’1,1%.

Il dato conferma quindi che la trasformazione del patrimonio scolastico italiano non può basarsi soltanto sulla sostituzione degli edifici esistenti. Per molti anni sarà necessario intervenire sul patrimonio già costruito attraverso riqualificazione, adeguamento, efficientamento e manutenzione programmata.

È proprio qui che il concetto di rigenerazione assume un significato centrale: trasformare edifici esistenti significa preservare risorse, migliorare le prestazioni e adattare gli spazi alle nuove esigenze senza rinunciare al valore del patrimonio costruito.

I numeri del rapporto raccontano quindi una situazione ambivalente.

Da una parte, gli investimenti degli ultimi anni hanno impresso un’accelerazione importante al processo di trasformazione dell’edilizia scolastica. Dall’altra, permangono criticità strutturali che non possono essere risolte da un singolo programma straordinario di finanziamento.

Il PNRR come punto di partenza, non di arrivo

La stessa Legambiente sottolinea la necessità di affiancare agli investimenti straordinari risorse ordinarie, stabili e programmabili, affinché la manutenzione degli edifici non dipenda esclusivamente da emergenze, bandi o finanziamenti eccezionali.

La vera sfida dei prossimi anni sarà quindi trasformare gli interventi realizzati in una strategia continuativa di rigenerazione del patrimonio scolastico.

Una strategia nella quale sicurezza strutturale, efficienza energetica, sostenibilità, accessibilità, qualità degli spazi e innovazione non siano interventi separati, ma componenti di un unico progetto.


Rigenerare le scuole significa rigenerare le comunità

Il rapporto introduce infine una riflessione che va oltre la dimensione strettamente edilizia.

Il calo della popolazione scolastica e l’evoluzione delle modalità didattiche possono diventare l’occasione per ripensare gli edifici scolastici come spazi aperti, multifunzionali e integrati con il territorio, capaci di ospitare attività educative, sociali e culturali anche oltre l’orario delle lezioni.

La scuola del futuro, quindi, non sarà definita soltanto dalla qualità dei suoi impianti o dalla classe energetica dell’edificio. Sarà uno spazio sicuro, accessibile, efficiente e resiliente, ma anche capace di adattarsi alle esigenze delle persone e delle comunità.

Per il settore delle costruzioni questo significa adottare un approccio sempre più integrato alla rigenerazione: dalla diagnosi alla progettazione, dalla riqualificazione energetica alla sicurezza, fino alla gestione delle prestazioni dell’edificio nel tempo.

È una sfida che riguarda il patrimonio scolastico, ma che più in generale investe il futuro delle nostre città: rigenerare gli edifici significa creare luoghi più efficienti, sostenibili e inclusivi, restituendo valore al patrimonio esistente e alle comunità che lo vivono.

Legambiente, “Ecosistema Scuola 2026 – XXVI Rapporto sulla qualità degli edifici e dei servizi scolastici in Italia”, settembre 2026.

General Contractor specializzato in rigenerazione urbana e ristrutturazione di organismi edilizi destinati a spazi pubblici e commerciali, abitazioni, uffici e condomini, svolgendo principalmente le attività di Progettazione Architettonica Strutturale Energetica, Esecuzione degli interventi, Consulenza e supporti gestionali ai lavori.

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